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	<title>Eat-Alia blog &#187; Senza categoria</title>
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		<title>Borgogna e Piemonte: questione di &#8220;terroir&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 15:47:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nobiltà. È questa la caratteristica che accomuna due vitigni a bacca rossa, come Nebbiolo e Pinot Noir. Queste due tipologie di uva si rendono fondamentali per donare al mondo del vino quel tocco di classe in più che un amante delle eccellenze sa veramente apprezzare.
Borgogna e Piemonte, due zone che possono confrontarsi a pari livello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.eataliablog.com/wp-content/uploads/2010/07/bouch11.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2000" style="margin: 5px;" title="bouch1" src="http://www.eataliablog.com/wp-content/uploads/2010/07/bouch11-300x130.jpg" alt="bouch1" width="300" height="130" /></a>Nobiltà. È questa la caratteristica che accomuna due vitigni a bacca rossa, come Nebbiolo e Pinot Noir. Queste due tipologie di uva si rendono fondamentali per donare al mondo del vino quel tocco di classe in più che un amante delle eccellenze sa veramente apprezzare.<br />
Borgogna e Piemonte, due zone che possono confrontarsi a pari livello possedendo entrambe vini non di potenza ma di sfumature e di eleganza.<br />
È questo quello che ho appreso in una bellissima degustazione tenuta alla Città del Gusto del <a href="http://www.gamberorosso.it/" target="_blank">Gambero Rosso</a>. Il nome esprimeva anticipatamente tutto: “Borgogna e Piemonte: questione di terroir”. Infatti i “terroir”, fattori di qualità, rendono il Nebbiolo e il Pinot Noir vitigni di eccellenza e, come spiegato da Marco Sabellico (<a href="http://www.gamberorosso.it/" target="_blank">Gambero Rosso</a>): il primo per l’incredibile completezza di tutte le caratteristiche appartenenti ad un vino; il secondo per gli odori “animaleschi” che la Borgogna, col passare del tempo, ne ha reso una caratteristica di finezza.<br />
8 vini a confronto, 4 Italiani e 4 francesi. I primi, made in Italy, appartenenti a cantine diverse: <a href="http://www.piocesare.it/index.htm" target="_blank">Pio Cesare</a> con Langhe Nebbiolo ’07, <a href="http://www.marchesidigresy.com/" target="_blank">Tenute Cesi Asinari dei Marchesi di Gresy</a> con Barbaresco Camp Gross Martinenga ’04, <a href="http://www.marchesibarolo.com/" target="_blank">Marchesi di Barolo</a> con Barolo Cannubi ’04 e Michele Ciarlo con Barolo Cerequio ’04; i secondi, made in France, apparteneti alla stessa cantina: <a href="http://www.bouchard-pereetfils.com/" target="_blank">Bouchard Père et Flis</a>, con i propri sviluppi enologici nell’arco di alcuni anni: Bourgogne Reserve Coteaux des Moines ’09, Gevrey Chambertin’07, Beaune Grèves Vigne de l’Enfant Jesus 1 er Cru ’06 e Clos Vougeot ’06.<br />
Tutti questi nomi fanno intendere la difficoltà di interpretazione e la complessità della degustazione nonostante le esplicazioni da parte di Marco Sabellico e dalla controparte francese seguita da Thierry Desseauve. Un seminario davvero interessante, pieno di sorprese olfattive e gustative appartenenti a due vitigni eccezionali.<br />
In conclusione: Borgogna e Piemonte? Pinot Noir ti amo, Nebbiolo je t’aime!</p>
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		<title>Colle San Lorenzo: l&#8217;Olio dell&#8217;Ulivo più Vecchio del Mondo a Eat-Alia &#8216;09</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 20:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Carboncella]]></category>
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		<category><![CDATA[olio extravergine di oliva]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;Azienda “Colle San Lorenzo”, situata nel cuore della Sabina, si estende per un territorio di circa 100 ettari tutti coltivati a ulivi: Leccino, Carboncella, Frantoio, Raja, Salviana e Pendolino sono le cultivar presenti.</p>
<p>Da sempre l&#8217;Azienda “Colle San Lorenzo” utilizza il sistema di spremitura a freddo, il quale lascia inalterate le proprietà organolettiche dell’olio, profumo, colore, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.eataliablog.com/wp-content/uploads/2009/12/Immagine-21.png"><img class="alignleft size-full wp-image-1706" title="logo-colle-san-lorenzo" src="http://www.eataliablog.com/wp-content/uploads/2009/12/Immagine-21.png" alt="logo-colle-san-lorenzo" width="161" height="152" /></a><a href="http://www.collesanlorenzodop.com/">L&#8217;Azienda “Colle San Lorenzo”</a>, situata nel cuore della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sabina">Sabina</a>, si estende per un territorio di circa 100 ettari tutti coltivati a ulivi: <strong>Leccino, Carboncella, Frantoio, Raja, Salviana</strong> e <strong>Pendolino</strong> sono le <em>cultivar</em> presenti.</p>
<p>Da sempre <a href="http://www.collesanlorenzodop.com/">l&#8217;Azienda “Colle San Lorenzo”</a> utilizza il sistema di <strong>spremitura a freddo</strong>, il quale lascia inalterate le proprietà organolettiche dell’olio, profumo, colore, sapore e aroma.  Anche se è il sistema meno produttivo quantitativamente,  rimane il migliore per la qualità del prodotto, le cui caratteristiche naturali rimangono inalterate. <a href="http://www.eataliablog.com/wp-content/uploads/2009/12/prodotti-colle-san-lorenzo.png"><img class="alignright size-medium wp-image-1707" title="prodotti-colle-san-lorenzo" src="http://www.eataliablog.com/wp-content/uploads/2009/12/prodotti-colle-san-lorenzo-300x179.png" alt="prodotti-colle-san-lorenzo" width="210" height="125" /></a></p>
<p>Le qualità di un grande olio non dipendono soltanto dal frutto iniziale, ma anche da tutti i processi che partono dalla raccolta, al frantoio, allo stoccaggio fino all’imbottigliamento.</p>
<p>L’<strong>olio sabino</strong> racchiude in se tutte le proprietà e le qualità dell’olio extravergine ma ha qualcosa in più che lo rende speciale forse per questo è stato il <strong>primo DOP in Italia</strong>, quindi nel mondo. È <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Galeno">Galeno</a>, medico d’origine Greca e padre della farmacopea, che considerò l’olio sabino come il migliore del mondo e lo consigliò come base per la realizzazione di preparativi curativi.</p>
<p><a href="http://www.eataliablog.com/wp-content/uploads/2009/12/ulivo-più-vecchio-al-mondo.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-1708" title="ulivo-più-vecchio-al-mondo" src="http://www.eataliablog.com/wp-content/uploads/2009/12/ulivo-più-vecchio-al-mondo-300x217.png" alt="ulivo-più-vecchio-al-mondo" width="210" height="152" /></a>La testimonianza dell’<strong>ulivo più vecchio del mondo</strong> (certificato dal <a href="http://www.igg.cnr.it/">CNR di Torino</a> con prove di carbonio 14) nel nostro territorio testimonia da quanti anni la nostra zona ha questa vocazione nella coltivazione di questo prodotto, dovuta al clima temperato, all’esposizione a sud e a terreni molto fertili.</p>
<p>Potrete degustare ed acquistare l&#8217;olio <strong>Colle San Lorenzo</strong> direttamente a <a href="http://www.congressirospigliosi.it/">Palazzo Rospigliosi</a>, dove dal <strong>5 al 7 dicembre</strong> troverete i produttori che daranno spiegazioni a tutte le vostre curiosità.</p>
<p><em><strong>Eat-Alia&#8230; Passaparola!</strong></em></p>
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